SP Fiction
Mamma mamma!!!
Dimmi tesoro.
Me lo compri un palloncino?
Mmm..non saprei. Potrebbe volare via da un momento allaltro, lo sai.
Dai mamma!!Voglio il palloncino!!!
Ok tesoro, ma ci devi stare attenta. Io ti ho avvisato!
Grazie mamy.
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'Lamicizia
è come un palloncino.
Ti sfugge dalle mani,
senza che tu te ne accorga.'
Non avevo voglia di uscire quella mattina. Ero stanca, spossata per il sonno che non avevo preso, provata dai pensieri che correvano nella mia mente, uno dopo laltro senza interruzione dandosi il cambio ripetutamente come in una staffetta, un pensiero che conduceva inevitabilmente ad altri mille e così via. La mia mente sembrava un ciclo di anime tormentate senza fine.
Capelli arruffati, occhiaie che pesavano sul mio viso delicato, occhi spenti che dicevano connessione in corso come un computer che sai non si riavvierà mai dal momento in cui appare lavviso.
Non avevo proprio voglia di uscire quella mattina. Eppure alla fine di tutto mi ero alzata dal letto, avevo spento la sveglia, fatto una magra colazione per la mia notevole mancanza di fame e nascosto me stessa dietro ad una maschera apparentemente leggera di trucco per uscire e incontrare quella che era la mia migliore amica da praticamente una vita intera.
e il mio incubo mortale solo di recente.
Non mi ha mai dato fastidio la sua relazione con Stan, mai. A Wendy è sempre piaciuto, sin da quando erano semplici bambini delle elementari che ancora hanno solo una vaga idea di cosa significhi davvero amare qualcuno. Si piacevano, lui le piaceva, lei gli piaceva, punto. Non sono mai andati oltre sentimentalmente parlando, sebbene Stan abbia sempre avuto la fastidiosa abitudine di esagerare e gonfiare le emozioni che prova. Personalmente, non gli ho mai creduto. La loro era una semplice e anche normale infatuazione, tipica dellingenuità di un bambino. E forse è anche per questo che il loro legame non era costante. Si lasciavano spesso senza un motivo apparente e facevano pace secondo lo stesso principio. Erano un po come le giornate primaverili, passavano momenti solari e uggiosi così, in un attimo, senza alcun preavviso. La loro era una relazione lunatica insomma, niente di che.
O perlomeno, così era come la vivevo io.
Come migliore amica di Wendy, non potevo non starle accanto nei momenti di pioggia né privarla di un sorriso gioioso quando i raggi del sole illuminavano i suoi occhi scuri. Era un continuo ciclo, che col tempo si trasformò in abitudine, un po come assistere ad una rappresentazione teatrale di cui sai la storia, i passi e le battute a memoria. La conoscevo così bene che alla fine potevo recitarla pure io alla perfezione. E infatti a volte il suo atteggiamento mi dava noia. Quando le chiedevo il perché di questa soap opera senza fine lei mi rispondeva sempre non lo so Bebe, davvero- con un tono quasi stanco e tormentato mandava una ciocca dei suoi capelli corvini dietro la spalla e virava lo sguardo dallaltra parte, cercando un modo per glissare largomento. Ma tra tutti quei gesti, io la vedevo. Vedevo come cambiava la luce dei suoi occhi. A lei piaceva quel tira e molla, la divertiva come non mai. Non ho mai capito il perché, ma è anche vero che quando una delle persone a cui tieni di più al mondo è felice e vive bene con se stessa, non ti serve un perché che la giustifichi. Lei sta bene, tu stai bene. Basta solo questo. Niente di più, niente di meno.
E così che lho sempre pensata.
E così che lho sempre presa.
E così che lho sempre vissuta.
fino alla settimana scorsa.
Una foto. Ecco cosa mi aprì gli occhi.
Un fottuto pezzo di carta in cui vi era stampato (testuali parole) uno dei momenti più belli della mia vita-
E si vedeva. Un sorriso dolce e innocente sul suo viso in primo piano, un Stan diciottenne accanto che gli bacia teneramente la guancia tenendola tra le sue braccia.
Un fottuto pezzo di carta che poteva significare tutto e niente.
E che ha fatto crollare il mio mondo.
La verità? Non lavevo mai vista così felice. Tra le mille foto che aveva fatto con lui, non avevo mai visto un simile sorriso, così sincero, sereno, con lindistruttibile convinzione che niente e nessuno sarebbe stato in grado di annientare un tale momento, né il loro mondo.
Suppongo che Joyce lo avrebbe chiamato Epifania, il preciso momento in cui presi coscienza di ciò che provavo davvero per lei. Era come se il mio cuore si trovasse in un luogo soffocante, come se fosse stato rinchiuso in una scatola, disorientato, perso, immerso in un lago dinchiostro nero indelebile.
Fu in quel preciso momento che mi accorsi che lei era qualcosa di più per me.
Ma forse lo è sempre stata, non lo so. So solo che vidi la mia vita cambiare in un istante. Avevo finalmente capito ciò che tenni nascosto dentro un cassetto della mia mente per tutto quel tempo. Per me non era più Wendy, non era più la mia migliore amica, non era più una delle tante che mi capiva veramente.
No, lei era diventata la mia Wendy, lunica persona di cui mimportasse al mondo e lunica che fosse in grado di capirmi veramente.
Un istante. Un solo istante per sentirmi spaesata.
Una sola immagine.
Un solo sorriso.
'Certe volte
Viene trasportato via dalla corrente
E tu non puoi fare altro
Che vederlo sparire
Oltre i confini del cielo'
Bebe?Bebe???
Eh?..Sì, dimmi.
Mi stai ascoltando?
No, non ti sto ascoltando. Non mi interessa ciò che dici né ciò che pensi. Soprattutto se i tuoi unici pensieri in questo momento sono per quel coglione di StanSì, certo.
Davvero?Cosa stavo dicendo allora?
Il sole del mattino si riflette sulle acque limpide del lago, sciogliendo quella poca neve che ancora poggia sui rami degli alberi. Seduta su una panchina, una Wendy infastidita mi fissa con lo sguardo pretenzioso mentre veniamo investite dalla gelida brezza mattutina. I brividi mi assalgono improvvisamente.
...e non per il freddo.
Ehm
Ecco, appunto! Non sai quanto ti odio quando non mi ascolti.
Scusa se per una volta mi permetto di non sentire le ultime cazzate sul tuo ragazzo! Non mi sento bene. Le dico invece portandomi una mano sulla guancia accaldata.
Gli occhi di Wendy diventano apprensivi Coshai?
Tiro un grosso respiro, prendendo tempo per ragionare Niente. Mi stavi dicendo?
Bebe, coshai?...
E di nuovo successo qualcosa con Stan?
cosa cè che non va?
Scommetto che ha parlato di nuovo a sproposito, come al solito
Il suo sguardo non mi molla Sai che non risolvi niente ignorandomi.
oppure si è dimenticato di chiamarti. Ma è comprensibile, Wen. E in tour con la band, sarà preso da mille impegni, stanco
e anche fatto. Ma questo non significa che non ti pensi. Stai tranquilla. I Moop + 1 erano partiti in tour per un periodo tale che comprendeva tutti i tre mesi estivi. Ormai non vedeva Stan da una settimana circa, ma il poco tempo passato non ha fermato di certo la sua lingua e le sue ansie, cominciando a lamentarsi già dal terzo giorno. E sempre una delizia sentirla.
Wendy mi fissa con unespressione in piena contemplazione. Quando si comporta così mi fa sentire a disagio. Vorrei distogliere lo sguardo, ma ormai è incollato irrimediabilmente al suo. Riesco a leggere i suoi pensieri ammirando soltanto il colore dei suoi occhi.
Ti manca Kyle?
Cosa?
Ti manca Kyle? Bebe, puoi dirmelo, non cè nessun problema.
Ma..no!esclamo esterrefatta Certo che no, che dici? Mi rivolge uno sguardo rimproverante Cioè
forse, un pochino sì, ma è normale che mi manchi un amico.
Le sue labbra si allungano in un sorriso Secondo me tu gli piaci
Alzo le sopracciglia incredula Wendy
è gay.
state sempre assieme
Ma
è gay.
ti cerca spesso
E sta con Kenny.
Per ora.
Wendy, smettila!Siamo solo amici.
Che cè di male ad essere qualcosa di più? No, questa ragazza non mi ascolta.
Tutto. Ti ho detto che è gay e che sta con Kenny, hai preso un abbaglio. E poi
non mi piacerebbe in quel senso.
Perché?
Perché non è te Non so..in certi momenti è troppo irascibile. E poi a volte ha la fastidiosa mania di discutere per cazzate, e vuole sempre averla vinta lui. Non è certo una caratteristica che cerco in una
mi blocco improvvisamente.
persona?
No, volevo dire ragazza. Sì, persona.
Fa unespressione delusa Oh beh, peccato. Sareste stati carini assieme.
Ma manco a parlarne. Inoltre bisogna aggiungere il fatto che è anche colpa sua se ora sto così. E tutta la settimana che sono pensierosa. Da quando ho visto quella stramaledetta foto, e da quando ho avuto lidea geniale di parlargli della mia rivelazione. Sì, davvero geniale, dato che ora non fa altro che dispensarmi consigli e obbligarmi a riflettere più di quanto non stia già facendo.
Bebe, dovresti dirglielo
so che ti sembra strano, ma non puoi continuare a soffrire in questo modo
se stai così male devi parlarle
e poi se vuoi che la vostra amicizia non incontri ostacoli devi essere sincera con lei, come sei sempre stata...- La nostra discussione si intreccia nei miei pensieri come serpenti nei rami di un albero.
-E vero, sto male. Ma che ci posso fare se la persona che amo non è interessata a me?Non nel senso in cui lo intendo io perlomeno.-
- Parlarle, ecco cosa puoi fare!Bebe, non ignorare ciò che provi come tuo solito!-
I raggi del sole mi riscaldano lievemente le guance come le nuvole si diradano piano piano. Laria si riempie delle risate dei bambini che giocano spensierati, intenti a rincorrersi lun laltro, con lo sguardo allarmato dei genitori che li tengono perennemente docchio. Incrocio le gambe sulla panchina per stare più comoda e osservare meglio la scena. Due bambine in particolare, stanno sedute vicino alle acque calme del lago, dando vita alle loro bambole in una storia di cui solo loro sono a conoscenza.
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Perché piangi?
Lacrime che sgorgavano, scendevano lentamente sulle guance rosse e affannate di una bambina dai capelli dorati, appoggiata al tronco di un albero. Era lì da chissà quanto tempo, fissando in continuazione un punto del cielo, come se fosse in attesa di qualcosa. Prima o poi sarebbe comparso di nuovo, lo sapeva. Sarebbe tornato indietro da lei, dalla sua dolce mano, piccola e delicata. Bastava soltanto aspettare.
E lei aspettò, ma quel palloncino non tornò mai.
Perché piangi? Bebe si voltò, staccò gli occhi dal cielo per capire chi le stesse rivolgendo la parola, ma attraverso il velo appannato riusciva solo a distinguere la forma circolare di qualcosa che levitava. Si portò le mani sul viso, asciugandosi le lacrime di troppo. Una bambina dagli occhi scuri e i capelli neri con due ferma ciuffi rosa la fissava pensierosa.
Tirò su col naso prima di rispondere I-il p-palloncino
è vo-volato v-via
Non riuscì a trattenere altre lacrime amare. Singhiozzi simili a mattoni incastrati nella gola la assalirono di nuovo. Sua madre laveva avvisata, glielaveva detto che sarebbe volato via, che le sarebbe sfuggito dalle mani in un attimo, senza che se ne potesse accorgere. Ma lei non le aveva dato retta. Voleva quel palloncino ad ogni costo. Era così bello vederlo muoversi per aria, agitarsi da una parte allaltra secondo il volere del vento, forse in cerca della libertà, o forse solo per il piacere di danzare. Era..rilassante.
-Tienilo tra le dita stretto stretto- le aveva detto non perderlo di vista nemmeno un secondo- e così lei fece. Correva da una parte allaltra del parco felice, facendo volteggiare avanti e indietro quel palloncino colorato. Poi tutto a un tratto perse lequilibrio, le sue gambe si piegarono, cadde sullerba, ginocchia brucianti, dorsi delle mani infreddoliti. Si rialzò tranquilla, come se nulla fosse successo, si pulì i pantaloni e sistemò il golfino color biscotto. E in quel momento lo vide su nel cielo, il palloncino.
Poi niente, solo lacrime.
Sentì una carezza sulla testa e alzò gli occhi.
Non fa niente. Le disse la bambina con un sorriso Non essere triste. Tieni. Le prese la mano e intrecciò un filo intorno alle sue dita.Puoi giocare col mio se vuoi.
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'Altre volte invece
Ritorna
E ti trascina con lui
Ovunque
E in nessun luogo.'
Le parole di Kyle non hanno senso. A cosa mi servirebbe parlarne con lei? Forse solo ad allontanarla e a farmi odiare. Cioè
otterrei esattamente leffetto opposto. E io
non me la sento di osare.
No
il rischio di perderla è troppo grande.
Eppure
-Sincerità, Bebe. Sincerità!- Le sue parole continuano a martellarmi dentro la testa Lo devi fare per la vostra amicizia!-
- Per unamicizia che si scioglierà appena saprà la verità?-
- No. Per unamicizia talmente forte che è in grado di andare oltre queste cose-
-
non lo so
-
La testa è in procinto di scoppiarmi.
Bebe?
Hmm? il profumo dolce dei sui capelli mi stende i nervi per un secondo. Mi sento vuota al solo pensiero di non poterlo più sentire.
e di non poter più avere lei accanto a me.
Wendy mi guarda con occhi tristi e vacui, in cerca di un appiglio.
Due pozzi neri in cui vorrei affogare per leternità.
Sta per dire qualcosa, quando soffoca le parole in un sospiro abbattuto.
Dimmi. Insisto io.
Bebe, mi manca Stan.
Una folata di vento gelido mi investe insieme alle sue parole, schegge di vetro da cui è impossibile scappare. Distolgo lo sguardo e tiro un respiro lento. Le bambine continuano a giocare serene accanto alla riva. Le loro risate mi arrivano sorde e incomprensibili, come una lingua che senti per la prima volta e di cui non conosci uno straccio di vocabolo.
Stai tranquilla, Wen. Pur odiandomi con tutta me stessa, con le dita le accarezzo la mano dolcemente.
Perché, in fondo, è lunico contatto che potrò mai concedermi con lei.
-------------------------------------------------------
Come ti chiami?
Bebe.
Io sono Wendy.
Co-come la fidanzata di Peter Pan?
Sì sì, proprio come lei!!
Mi piace Wendy. E un bel nome.
Gra-grazie! Senti
vuoi venire a giocare con me?
M-mi piacerebbe.
Bene!Vieni, tienimi la mano.
Ok.
E non lasciarla, ok?
Sì.














Comments
vale è dolcissima questa piccola bebexwendy.... mi piace davvero come hai saputo dare forma ai pensieri della povera bebe, che a quanto vedo sta attraversando un periodo piuttosto difficile.... a quanto ho capito ha detto a wendy di essere innamorata di una sua "amica" ma di non avere il coraggio di confessarlo (che batosta deve essere il continuo sentirsi dire "devi dirglielo...sincerità sincerità!!!). socia, ma quando aggiorni occhi velati che qua c'è gente che sbava da mesi?? ops, questo non c'entra niente... dicevo, mi piace anche come la scena delle 2 bambine che giocano sulle rive del lago sfumi pian piano in una bellissima descrizione del ricordo di bebe sul suo primo incontro con wendy. fa molto manga, direi
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There is no such thing as a moral or an immoral book.
Books are well written, or badly written.
That is all. (Oscar Wilde)
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-Somewhere like a scene from a memory
There's a picture worth a thousand words...-
Metropolis Part. 1: 'The Miracle and the Sleeper'
Dream Theater
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Butters:My name is Butters. I'm 8 years old. I'm blood type O and I'm bicurious. And even that's ok. Because if I'm bicurious and I'm somehow made from God, then I figure God must be a little bicurious Himself
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ma...mmm...no, alla fine Bebe non dice niente a Wendy. Ci sarebbero troppe complicazioni, a parte il fatto che non avevo voglia di farle stare insieme XD Sono contenta che ti sia piaciuta la scena delle due babies *_* piace molto anche a me. E per quanto riguarda Occhi velati...ehm...nanananananana -della serie sono ancora in alto mare XD spero di riprenderla presto *_*
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comunque, a parte un po' di casino con i tempi verbali, è una bellissima storia! non vedo perché non avresti dovuto postarla è_é complimenti! ecco perché le fic tra ragazze sono meglio... non fanno senso ;_;
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take the red pill
and meet prison
Sì lo so, i tempi verbali mi hanno fatto impazzire, ti giuro. Passare dal passato remoto al presente in un attimo non è affatto semplice, ma per distinguere i ricordi e i racconti del passato dal presente, era necessario farlo. E' stato un casino XD
E sì...anche a me viene voglia di abbracciare Bebe, soprattutto da piccola. Quando piange è tenerissima *_*
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So much to live for , so much to die for , if only my heart had a home . -Nightwish-
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